giovedì 9 giugno 2011

SI SI SI E SI


Come molti sanno(purtroppo non tutti)  Domenica 12 e Lunedì 13 Giugno saremo chiamati alle urne per votare su 4 quesiti referendari.  Due riguardanti la questione dell’affidamento della gestione dei servizi idrici a società private, uno sul piano energetico che prevede il ritorno al nucleare civile (quesito che ci sarà nonostante i maldestri tentativi del governo per eliminarlo) e l’ultima sul legittimo impedimento. 

Ma veniamo un po’ ai quesiti, o meglio alle ragioni perche io nel mio piccolo andrò a votare e voterò 4 SI.

Voterò SI al quesito sul nucleare (scheda grigia) perché la stragrande maggioranza degli italiani si è espressa contro il nucleare già nel 1987. Voterò SI perché a differenza di quello che ci vogliono far credere, ad oggi non esiste un nucleare sicuro. In tanti anni l’uomo dovrebbe aver imparato che errori umani o catastrofi ambientali sono del tutto imprevedibili. E’ non possiamo assolutamente basarci sul calcolo delle probabilità perché anche una probabilità su cento milioni, di fronte alla catastrofe di un incidente nucleare è comunque una probabilità di troppo che non possiamo assolutamente permetterci.    E a quelli che dicono che tanto le centrali le abbiamo comunque tutto intorno, rispondo che se i nostri vicini hanno una bomba ad orologeria in casa, non vuol dire che dobbiamo procurarcene una anche noi e fare a gara a chi la fa scoppiare prima. Un incidente nucleare al di là  dei nostri confini sarebbe una catastrofe ma sarebbe comunque molto più grave se una centrale ci scoppiasse in casa.     Ci dicono “Si va be, però il nucleare è conveniente”. Ma ne siamo davvero sicuri? Quanti decenni ci vorranno per ammortizzare i 50 miliardi di Euro calcolati da Confindustria per la costruzione delle 4 centrali? Probabilmente quando l’energia prodotta da quelle 4 centrali inizierà ad essere davvero conveniente, sarà già arrivato il tempo di chiuderle e allora dovremmo sorbirci anche i costi di smantellamento. C’è poi il problema delle scorie che il caro governo non ci ha ancora fatto sapere dove intende imbucarle. Le scorie radioattive sono un’eredità mortale che lasceremo ai nostri figli ed i nostri figli ai loro e così via per centinaia di migliaia di anni. Ma vi rendete conto? Con quale coraggio guarderemo i nostri figli negli occhi senza vergognarci?
Infine  in un paese dove si costruiscono ospedali, scuole e ponti con sabbia mista a qualche sputo di cemento, dove la mafia si imbuca nelle opere pubbliche ancora prima che queste siano concepite, vi meravigliereste se un domani ci ritrovassimo in casa 4 centrali fatte di cartongesso?

Voterò SI al primo quesito sull’acqua (scheda rossa) perché non mi fido ad affidare un mio bisogno primario a persone che hanno il solo scopo di guadagnarci sopra. Voterò SI Perché a differenza di quello che vogliono farci credere, il lievitare del costo delle bollette  sarà inevitabile, perché se un privato spende dei soldi per comprarsi la gestione della rete idrica, lo fa per guadagnarci ed il guadagno dovrà saltare fuori inevitabilmente dalle bollette. Voterò Si perché se è vero che il pubblico in molti casi non è sinonimo di efficienza, non lo è nemmeno il privato. E’ stato dimostrato nella stragrande maggioranza dei casi in cui società private gestiscono la rete idrica, che il lievitare del costo delle bollette, non garantisce affatto il buon funzionamento del servizio ma il contrario. Un privato difficilmente investirà soldi per migliorare il servizio, perché sa bene che più soldi spende, minore sarà il guadagno.

Voterò SI al secondo quesito sull’acqua (scheda gialla) perché ritengo assurdo che noi cittadini dobbiamo garantire per legge il profitto alla società che gestisce la rete idrica. La legge che il referendum propone di abrogare infatti garantisce un utile del 7% alla società che ha investito soldi per comprarsi la gestione della rete idrica. Attenzione la legge non fa riferimento a nessun obbligo di investire soldi per migliorare il servizio. La società acquirente quindi ha il 7% di utile garantito anche se non spende un centesimo per migliorare il servizio. Un affarone per le società private che avranno un utile sicuro senza correre nessun rischio.

Infine Voterò SI al quesito su cosiddetto “legittimo impedimento” (scheda verde) perché ritengo che tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge. La legge originale per cui sono state raccolte le firme per il referendum, prevedeva che i membri del governo, solo per il semplice motivo di essere membri  del governo avevano il diritto per un anno e mezzo a non presentarsi  alle udienze di un eventuale processo a loro carico. La legge inoltre prevedeva che in assenza dell’imputato “impedito”  il processo sarebbe stato bloccato fino alla gentile disponibilità dello stesso imputato.
C’è da dire che la furbata è stata parzialmente  modificata dalla Corte Costituzionale che ha stabilito che l’impedimento non dovrà essere più automatico ma dovrà decidere il giudice di volta in volta se gli impegni dell’imputato sono legittimi e non rimandabili.
Qualcuno ha obiettato che allora viste le modifiche  che la Corte Costituzionale ha imposto alla legge, non c’è piu bisogno del referendum.
No, il SI al referendum anche in questo caso resta comunque importantissimo. Intanto perché le modifiche non riporta allo stesso livello di diritti tutti i cittadini. Chi fa parte del governo ha comunque ancora il diritto di non presentarsi  alle udienze senza contare il fatto che  dover decidere di volta in volta, fa si che il giudice si ritrova ogni volta con mille opposizioni da parte degli avvocati dell’imputato che con mille cavilli porterebbero comunque al rinvio dell’udienza.
Dobbiamo cancellare definitivamente questa ignobile “furbata” e far si che la legge sia veramente uguale per tutti.

Per questi ed altri motivi il 12 e 13 Giugno dobbiamo andare a votare e dobbiamo votare SI su tutti e quattro i quesiti.  Non perdiamoci d’animo, perché questa volta ce la possiamo davvero fare.


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